Follow us

Garanzie e coperture

Cosa succede se qualcosa va storto

È la seconda domanda che si fa chi ristruttura, dopo il prezzo. Quasi nessuno la scrive sul proprio sito. Qui c’è tutto: quello che vi tutela per legge, quello che assicuriamo noi, e quello che chiediamo a chi entra in cantiere.

Prima del cantiere

Prima che entri un operaio, tutto questo è già scritto

Una ristrutturazione non va storta in cantiere: va storta prima, quando nessuno ha messo per iscritto chi risponde di cosa e quanto costa. Per questo con ekōD si firma un contratto solo — progettazione, pratiche edilizie, opere, impianti, materiali e arredi — e prima di firmarlo ve lo portate a casa.

Al primo incontro in atelier non si firma niente. Guardiamo insieme il contratto, raccogliamo la planimetria e capiamo che intervento è. Poi vi arriva per mail, con l’onorario già scritto accanto. Si firma all’incontro successivo, se a quel punto ha ancora senso per entrambi.

Qui sotto ci sono i due momenti in cui potete fermarvi senza pagare nulla. Sono scritti nel contratto, non sono una cortesia.

Art. 7-bis — prima di iniziare

Se l’onorario non vi convince

L’onorario dei servizi professionali è scritto nell’Allegato 1 e si firma nello stesso momento del contratto, non dopo.

Se non lo firmate, il contratto non produce effetti: nessuna attività ha inizio e nulla è dovuto da nessuna delle due parti. Non esiste un momento in cui siete impegnati senza sapere quanto costa.

Art. 7-bis — a progetto finito

Se il budget delle forniture non vi convince

Materiali e arredi non hanno un prezzo il giorno della firma: si definisce durante la progettazione, voce per voce. Quando il numero è pronto, lo approvate voi per iscritto.

Se non lo approvate, pagate solo la progettazione già svolta, tenete gli elaborati e la fornitura non si fa. Senza penali.

  • Il prezzo di ogni voce, prima dell’ordine. Non una cifra unica da prendere o lasciare: ogni fornitura ha il suo prezzo, comunicato prima che l’ordine parta (art. 7.6).
  • Le assistenze murarie sono comprese. Tracce, ripristini, fori, staffaggi, tiro in alto: sono opere murarie e stanno dentro le opere edili. Nulla è dovuto dal Committente a tale titolo (art. 5). È la voce su cui in un cantiere normale si discute per settimane, a lavori iniziati.
  • Nessuna variante senza un ordine di servizio firmato. Una modifica in corso d’opera si concorda per iscritto prima, con il suo prezzo e i giorni che aggiunge. Senza quel foglio non viene eseguita né compensata (art. 10).
  • Se un listino aumenta, potete uscire da quella fornitura. Oltre il 5% rispetto al prezzo approvato ve lo comunichiamo noi, e potete recedere da quella singola fornitura senza penalità o concordarne la sostituzione (art. 18).
  • Ai professionisti del team non pagate nulla direttamente. Progettisti e direzione dei lavori hanno partita IVA, timbro e polizza propri e fatturano a noi: voi ricevete una fattura sola, e un solo interlocutore (artt. 2 e 3).
Il contratto potete portarvelo a casa. C’è scritto dentro, all’articolo 23: chi lo chiede riceve copia in visione e rinvia la firma a un incontro successivo, senza alcun onere. Noi ve lo offriamo prima che lo chiediate. Un contratto che si può leggere con calma è l’unico che valga la pena di firmare.

Tutto quello che segue in questa pagina — le garanzie di legge, le polizze, le imprese che entrano in cantiere — è ciò che quel contratto mette in moto.

Il punto di partenza

Due garanzie ci sono per legge, che ve le scrivano o no

Chiunque esegua lavori edili risponde di quello che ha fatto. Non è una concessione dell’impresa: è il codice civile. Il problema è che quasi nessuno ve lo spiega, e così molti scoprono di avere dei diritti quando è tardi per esercitarli — perché i termini per farli valere sono stretti.

Un dettaglio costruttivo disegnato a mano con le misure, sul tavolo dell’atelier ekōD
Tutto quello di cui parla questa pagina si decide qui, sulla carta e con le misure, prima che in cantiere entri chiunque.
2 anni

Art. 1667 codice civile

Difformità e vizi dell’opera

Copre i difetti e le difformità rispetto a quanto pattuito: una posa fatta male, un lavoro diverso da quello concordato, una finitura non conforme.

Il termine per agire è di due anni dalla consegna, e i difetti vanno segnalati entro 60 giorni da quando li si scopre. Sessanta giorni passano in fretta: per questo, quando ci segnalate qualcosa, la data la mettiamo per iscritto noi.

10 anni

Art. 1669 codice civile

Gravi difetti e rovina

Copre i difetti seri: cedimenti, infiltrazioni che rendono inutilizzabile un ambiente, problemi strutturali. Dieci anni dal compimento dell’opera, con denuncia entro un anno dalla scoperta.

Vale anche per le ristrutturazioni, non solo per le nuove costruzioni: per gli interventi su edifici esistenti la giurisprudenza lo ha chiarito da tempo.

Polizza CAR — mentre lavoriamo

Art. 1667 — vizi e difformità — 2 anni dalla consegna

Art. 1669 — gravi difetti e rovina — 10 anni

Postuma decennale — 10 anni, se la attivate

Cantiere 2 anni fino a 10 anni dalla fine dei lavori
Perché ve lo diciamo noi. Perché un’impresa che conosce questi termini è un’impresa che sa di doverne rispondere. E perché, se il difetto lo segnalate a noi, il termine lo teniamo noi — non dovete ricordarvelo voi.

Quello che assicuriamo noi

La polizza che copre il cantiere — e quella che vi spieghiamo invece di vendervela

Su una ristrutturazione dell’immobile di un privato non esiste alcun obbligo di legge di assicurare l’opera. La decennale postuma è imposta a chi vende immobili da costruire, non a chi ristruttura casa vostra; la CAR, nei lavori privati, è facoltativa. Quello che segue è una scelta, non un adempimento.

Su ogni cantiere

Polizza CAR

Copre i danni materiali all’opera mentre la stiamo realizzando: un incendio, un allagamento, un danno accidentale a quello che è già stato costruito.

Se succede in cantiere, non si ricomincia da capo a spese vostre. La attiviamo noi, non la chiedete voi.

Su richiesta

Postuma decennale

Copre i gravi difetti che emergono nei dieci anni successivi alla consegna: è la copertura che mette una compagnia dietro l’articolo 1669.

Non la mettiamo in preventivo di serie, e vi diciamo perché: ha un premio minimo che su un cantiere piccolo è sproporzionato rispetto a quello che copre. Sopra una certa dimensione, o quando si toccano le strutture, il conto cambia. Ve lo diciamo noi quando succede. E se la volete comunque, la attiviamo.

Preferiamo dirvi quando una polizza ha senso piuttosto che aggiungerla al preventivo perché fa curriculum. Se un giorno vi accorgete che ve l’abbiamo sconsigliata a torto, avrete una ragione in più per non fidarvi: è un rischio che ci prendiamo volentieri, pur di non vendervi qualcosa che non vi serve.

Chi entra in cantiere

Nessuna impresa inizia senza averci consegnato le sue polizze

Un cantiere chiavi in mano mette insieme più imprese: edile, impianti, falegnameria, serramenti. Noi le coordiniamo, e ognuna resta responsabile del proprio lavoro con la propria assicurazione.

Per questo la responsabilità civile verso terzi e verso i lavoratori è un requisito del contratto di subappalto, non una gentilezza: gli estremi della polizza sono richiamati nel contratto che firmiamo con loro, e la copia ce la consegnano prima di mettere piede in cantiere.

  • Polizza RCT/RCO in corso di validità, con estremi e massimale richiamati nel contratto di subappalto.
  • DURC regolare, cioè la prova che contributi e versamenti sono in ordine.
  • Piano operativo di sicurezza della singola impresa, coordinato con quello generale del cantiere.
  • Idoneità tecnico-professionale documentata, come previsto dalle norme sulla sicurezza nei cantieri.

In pratica

Voi avete un interlocutore solo, anche quando le imprese sono cinque

È il punto di tutto il nostro modo di lavorare, e vale anche qui. Se qualcosa non va, non dovete capire di chi è la colpa: non è il vostro mestiere, e soprattutto non è il vostro contratto. Il contratto è con noi.

Veniamo a vedere, stabiliamo da dove viene il problema e lo risolviamo. Che poi la responsabilità sia dell’impresa che ha eseguito, del prodotto che si è rotto o nostra, è una questione fra noi e la sua assicurazione — non fra voi e cinque numeri di telefono diversi.

Presentazione nell’atelier ekōD: le sei fasi del progetto e il referente unico
Non è una promessa scritta per il sito: è la pagina 13 della presentazione che vi mostriamo al primo incontro.

Gli impianti

La dichiarazione di conformità non è un modulo: è la prova

Per gli impianti elettrici, idraulici, di climatizzazione e gas, l’installatore abilitato rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008, con i suoi allegati obbligatori: il progetto, la relazione sui materiali impiegati, lo schema dell’impianto realizzato.

Serve a voi tre volte: per dimostrare che l’impianto è a norma, quando vendete casa, e quando un giorno qualcuno dovrà metterci le mani senza aver visto il cantiere. Ve la consegniamo a fine lavori insieme al resto, non su richiesta.

Le forniture

Sulla garanzia dei prodotti l’interlocutore restiamo noi

Infissi, pergole, elettrodomestici, corpi illuminanti: ognuno ha la garanzia del suo produttore, con durate diverse. La differenza non sta nella durata — sta in chi la fa valere.

Se un prodotto che abbiamo fornito e installato si guasta nel periodo di garanzia, non dovete cercare il fornitore: scrivete a noi, e il rapporto con l’azienda lo teniamo noi. È lo stesso motivo per cui esiste il contratto unico.

Campioni di materiali a confronto nell'atelier ekōD: pietra, legno e finiture
I materiali si scelgono in atelier, tenendoli in mano. Quello che scegliete lì è quello di cui rispondiamo poi.

Alla consegna

Cosa vi resta in mano quando finiamo

  • Le dichiarazioni di conformità degli impianti, con tutti gli allegati.
  • I certificati e le schede tecniche dei materiali e delle forniture principali.
  • I manuali e le garanzie dei prodotti installati.
  • Gli estremi delle polizze: la nostra sul cantiere, quelle delle imprese che hanno lavorato.
  • Il riferimento a cui scrivere se qualcosa non va: lo stesso di tutto il cantiere.

Le domande che ci fanno

Le otto domande che arrivano sempre, e le risposte per intero

Sono le domande che ci fanno in atelier, quando il contratto è sul tavolo. Le stesse risposte, scritte qui. Chi fa molte domande su un contratto non è il cliente difficile: è quello che sta valutando davvero.

Sono obbligato a comprare tutto da voi?

No, e la risposta esatta sta in un elenco che firmate voi. L’impegno di acquistare tramite ekōD vale solo per le tipologie di fornitura elencate nell’Allegato 2, che spuntiamo insieme prima della firma. Fuori da quell’elenco non c’è nessun vincolo, e l’impegno dura quanto dura il progetto.

Una precisazione che il contratto fa apposta, per evitare equivoci: togliere una tipologia dall’Allegato 2 vuol dire che quella lavorazione non fa parte dell’intervento, non che la comprate altrove. E materiali, finiture, rivestimenti, pavimenti e componenti impiantistiche restano sempre nel Perimetro quando l’intervento li comprende: sono inscindibili dall’esecuzione dell’opera, ed è di quelli che rispondiamo noi (artt. 4.1 e 13).

Perché esiste: è la condizione che ci permette di dirvi che di tutto risponde una persona sola. Se metà delle forniture arriva da fuori, la responsabilità unica sull’allestimento non è più una cosa che si può promettere. In cambio, su ogni voce proponiamo almeno due alternative per fascia di prezzo fra cui scegliete voi (art. 4.3), e il prezzo di ciascuna ve lo comunichiamo prima dell’ordine (art. 7.6).

E se comprate comunque da terzi una voce dell’elenco: nessuna penale. Solo il rimborso dei costi di progettazione già sostenuti per quella fornitura, entro il 10% del suo valore e non oltre 1.000 euro (art. 16).

E se trovo lo stesso prodotto a meno?

Diciamola come sta: nel contratto non c’è una clausola che ci obblighi ad allinearci a un prezzo trovato altrove. Preferiamo non prometterlo qui per poi doverlo spiegare in atelier.

Quello che c’è scritto è il modo in cui il prezzo si forma: su ogni voce almeno due alternative per fascia di prezzo, e scegliete voi (art. 4.3); le forniture valorizzate sui listini ufficiali dei fornitori, al netto dello sconto che applichiamo noi; il prezzo di ciascuna voce comunicato prima dell’ordine (art. 7.6).

E il confronto vero si fa in un momento preciso: l’approvazione del Budget. Fino a lì potete modulare le scelte per rientrare nel budget-obiettivo (art. 7.5), e se il totale non vi convince non si va avanti, senza penali (art. 7-bis). Si guarda il progetto intero, non una voce alla volta a lavori iniziati.

Se avete un’offerta in mano portatecela comunque: la guardiamo. È una conversazione che facciamo volentieri, non un automatismo scritto nel contratto.

E se un prodotto che voglio non è disponibile?

L’impegno ad acquistare tramite noi non opera sulle forniture che non siamo in grado di procurarvi: un bene fuori produzione, non reperibile presso i nostri fornitori, oppure con tempi di consegna incompatibili con il cronoprogramma del cantiere (art. 4.4).

In quel caso ve lo comunichiamo per iscritto entro dieci giorni dalla richiesta e vi proponiamo, dove possibile, un’alternativa equivalente. Se non vi convince, quella singola fornitura la comprate da terzi senza penale e senza inadempimento, e non ci dovete nulla nemmeno a titolo di rimborso (art. 16).

Vale per quel bene e non scioglie l’impegno sugli altri. Da quel momento misure, ordine, tempi e conformità di quel prodotto sono a vostro carico (art. 4.6), e la posa si concorda a parte, con un preventivo che approvate prima (art. 7.7).

I materiali posso comprarli io?

Il contratto prevede una deroga, con confini precisi: potete fornire in proprio singoli arredi o complementi già compresi nel progetto — un pezzo che avete già, uno che volete reimpiegare, un acquisto che avevate già concluso — previo accordo scritto con noi, che ne verifichiamo la compatibilità. Vale per i singoli beni concordati, uno per uno, e non tocca le altre forniture (art. 4.5).

Materiali, finiture, rivestimenti, pavimenti e componenti impiantistiche no: quelli sono in ogni caso forniti da noi.

Non è una questione di margine: sono le voci che finiscono dentro l’opera. La posa a regola d’arte e le garanzie presuppongono che sappiamo da dove viene il materiale e che sia compatibile con quello che gli sta intorno. Su un pavimento arrivato da fuori nessuno può garantire il risultato — e a quel punto perdereste proprio la cosa per cui ci avete scelto.

Sui beni che fornite voi ekōD non risponde di conformità e funzionamento e resta responsabile della propria posa. Posa, montaggio e coordinamento sono oggetto di un preventivo separato, che approvate per iscritto prima dell’esecuzione: se non è stato preventivato e approvato, non è dovuto nulla (art. 7.7).

Quando si paga?

L’onorario dei servizi professionali segue le fasi indicate nell’Allegato 1. Le forniture si pagano solo dopo che avete approvato il Budget: 50% all’ordine e 50% a merce pronta consegna, cioè quando vi comunichiamo per iscritto che la merce è pronta dal produttore.

Sì, vuol dire che una fornitura è saldata prima di arrivare a casa vostra. Funziona così perché il produttore non spedisce senza essere pagato: se anticipassimo noi ogni commessa, quel costo finirebbe nei prezzi. In cambio il contratto dice due cose: la proprietà passa a voi al pagamento, e la merce già pagata e non ancora consegnata resta assicurata a nostra cura per tutto il periodo di giacenza (art. 20).

E se il vostro onorario è alto?

Lo vedete prima di firmare qualsiasi cosa. L’onorario sta nell’Allegato 1, che prepariamo sulla base della vostra planimetria e della pratica edilizia effettivamente necessaria, e si firma insieme al contratto.

Se il numero non vi convince non firmate né l’uno né l’altro: il contratto non produce effetti e nulla è dovuto da nessuna delle due parti (art. 7-bis). Non esiste un momento in cui dovete dire di sì al buio.

E se poi non mi trovo bene con voi?

Ci sono tre uscite, tutte scritte. Fino all’approvazione del Budget vale l’art. 7-bis: pagate le fasi di progettazione svolte, tenete gli elaborati, la fornitura non si fa, nessuna penale.

Dopo, davanti a un grave inadempimento nostro, diffida e risoluzione come in qualsiasi contratto (art. 15). E in qualunque momento potete sospendere i pagamenti in proporzione se non stiamo adempiendo (art. 17): è scritto nel nostro contratto, non è una cosa che dovete andare a cercare nel codice civile.

Quando si fa il sopralluogo?

Non è il primo passo. Il primo incontro è in atelier: ci raccontate il progetto, vedete i materiali e guardiamo insieme il contratto che firmereste.

Se a quel punto ha senso per entrambi, veniamo a misurare. Un sopralluogo fatto prima di essersi capiti è tempo tolto a tutti e due.

In concreto

Se un giorno qualcosa non va, chiamate lo stesso numero di sempre

Non c’è un ufficio reclami e non c’è un modulo. C’è la stessa persona che ha seguito il cantiere. Veniamo a vedere, vi diciamo cosa è successo e di chi è la responsabilità — anche quando non è nostra, perché saperlo serve comunque.

Parliamone prima di firmare

Le garanzie si leggono meglio all’inizio che alla fine.

Privacy PolicyCookie Policy
WhatsApp Chiama