Cinquanta metri quadri senza identità all’Infernetto: pavimentazione disomogenea, impianti a vista, nessun riparo dal sole. Due mesi dopo sono una zona pranzo, una cucina all’aperto e un giardino che si accende con gli stessi scenari della casa.


Il punto di partenza
Lo spazio dietro casa era un’area di servizio: pavimentazione disomogenea, impianti a vista, nessun riparo dal sole. Si attraversava, non ci si stava.
Il cliente non chiedeva di arredarlo. Chiedeva di poterci vivere davvero — da aprile a ottobre, e anche la sera d’inverno. È una richiesta diversa, e porta a un progetto diverso: non un catalogo di complementi, ma un pezzo di casa in più.
Il progetto
Un decking posato su supporti regolabili ha risolto tre problemi con una scelta sola: livellare le quote esistenti, far passare gli impianti sotto il piano di calpestio e raccordarsi con la soglia della casa senza gradini improvvisati.
È il tipo di decisione che non si vede nelle fotografie finite, ma che determina tutto quello che viene dopo: senza un piano unico, la pergola non sarebbe stata in squadra e la cucina esterna non avrebbe avuto un appoggio a livello.
La lavorazione più delicata
Il decking copre la zona pranzo. Tutto il resto del piano — i raccordi, i gradini, l’area davanti alla casa — è rivestito in microcemento da esterno, ed è stata la lavorazione più delicata dell’intero cantiere.
Si stende a strati sottili, e ogni strato deve asciugare nelle condizioni giuste. Sole diretto, vento o umidità sbagliata lasciano segni che non si tolgono più: non è un materiale che si corregge dopo. O viene bene in posa, o si rifà da capo.
Per questo la posa è stata seguita passo per passo, aspettando le condizioni buone invece di tenere il ritmo delle altre lavorazioni. È il genere di decisione che allunga il cantiere di qualche giorno e che poi non si vede — che è esattamente il punto.
La pergola
Sopra la zona pranzo, una pergola con tenda ombreggiante definisce lo spazio. Non è un accessorio appoggiato in giardino: è la struttura che rende utilizzabile l’area nelle ore centrali, e che di sera porta la luce dove serve.

La cucina esterna
Basi su misura, grill e lavello, top resistente all’aperto. Le altezze sono quelle giuste per lavorare in piedi, la luce è dove si taglia e non dietro le spalle, e gli elettrodomestici sono incassati come in un ambiente coperto.
Il muro in mattoni esistente è rimasto a vista: la cucina si appoggia alla casa invece di nasconderla.
Le forniture
L’esterno è dove i materiali si rompono: sole tutto il giorno, pioggia, e all’Infernetto anche l’aria di mare a pochi chilometri. Un arredo da interni messo in giardino dura due stagioni. Qui ogni voce, dalla struttura alle sedute, è stata presa da chi produce per l’aperto.
Sono quattro dei marchi con cui lavoriamo abitualmente: non fornitori trovati per l’occasione, ma aziende di cui conosciamo tempi di consegna, tolleranze di posa e comportamento nel tempo. È la parte del lavoro che il cliente non vede e che decide come sarà il cantiere.
La tecnologia
L’illuminazione esterna non è un impianto a parte: fa parte della domotica KNX della casa. Le alzate delle scale, la lama sotto la pergola, i punti nel prato e i faretti sulla facciata rispondono agli stessi scenari degli ambienti interni.
Un comando accende il percorso d’ingresso. Un altro trasforma il giardino in una sala da pranzo. Nessun interruttore sparso per il giardino, nessuna app diversa per ogni funzione: lo spazio esterno è entrato nell’impianto della casa perché è stato progettato insieme a lei.
Come si usa adesso
La zona pranzo sotto la pergola è il centro dello spazio: tavolo, sedute, e una seduta in muratura che corre lungo il bordo e raddoppia i posti quando serve. La palma esistente è rimasta dov’era, e il progetto le si è disegnato intorno.
«Grande attenzione al saving, al riciclo, con proposte a catalogo capaci di soddisfare tutti i budget ipotizzabili.»Assunta A. — la committente di questo cantiere
Cosa ha gestito ekōD
Progetto, forniture, opere edili, pergola, cucina esterna e integrazione dell’impianto KNX: un contratto solo e un interlocutore solo, con la direzione lavori seguita internamente. È la stessa regia delle nostre ristrutturazioni chiavi in mano.
Cosa vi tutela dopo la consegna, quali polizze coprono il cantiere e cosa chiediamo a chi ci lavora: garanzie e coperture.
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9 Settembre 2026
Outdoor, Projects, Technologies